L’arte non è inutile. Il teatro non è inutile. Il cinema non è inutile. La musica non è inutile. I romanzi, i saggi, i libri in genere, non sono inutili. Nessuno di noi è inutile.

Il Covid-19 ha limitato molte delle forme artistiche a cui siamo abituati partecipare, cinema e teatro in primis.

Alcuni di voi diranno che i servizi di streaming online riescono a portare il cinema dentro le case. È vero, in parte.

Dico in parte perché anche se Netflix rimanesse attivo 20 ore su 24 non sarebbe come andare al cinema, con i propri amici, la famiglia, la scuola. Di per sé, vedere Netflix non è un atto sociale, andare al cinema sì.

Lo stesso vale per il teatro, in forma ancora maggiore. Teatro vuol dire spettacolo, arte, emozione, socialità. Teatro, a differenza del cinema, è vita. Gli attori sono lì, per noi, per sé stessi. Sì, perché un attore teatrale non fa questo mestiere per la fama, per ottenere ricchezza. Lo fa per potersi emozionare, sempre. Sentirsi vivo su quel palco. Potersi esprimere. Togliere il teatro, sia per i cittadini sia per gli attori professionisti, vuol dire rendere la nostra società alessitimica.

Spero che si riesca a trovare una soluzione per l’arte, perché io, e spero anche molti di voi, ho ancora il coraggio di provare emozioni.

Stefano Landriscina

Allievo Corso teatrale Base


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