‘’Respira, maledette gambe! Smettetela di tremare! Dai Marti dai! Tu sei lui, sei grezzo ma non troppo, sei nobile ma non troppo, ti fai grosso ma sai di non essere così forte, tu vuoi sposarla e suo marito è sicuramente morto! Si! Si! sono tosta! No, sono tosto, sono un uomo! Si dai vai! apri gli occhi… respira… e parti!’’

È il 19 aprile 2020 e queste sono le parole che mi sarei ripetuta oggi prima di iniziare il nostro spettacolo teatrale ed invece sono qui a casa in quarantena.

Mi mancano le prove nelle quali ti procuri lividi e pianti, dove le litigate e l’unione del gruppo sono all’ordine del giorno, ma soprattutto salire su un palco da quale potevo condividere tutte quelle emozioni fortissime e devastanti che si possono provare su di esse, far trasparire tutte le sensazioni ed emozioni del mio personaggio. Per questo salire su un palco può spaventare, crea insicurezze, vergogna, ansia, ma per un attore suscita emozioni differenti, certo un po’ di agitazione viene anche a noi ma ci aiuta ad essere più concentrati perché i compagni contano uno sull’altro, quando andiamo in scena siamo sì un singolo individuo ma se uno sbaglia gli altri correggono l’errore, se non ci si ricorda le battute c’è sempre qualcuno che è pronto a risollevarti e portarti fino alla fine. È vero, resta fedele a sé stesso, lui, il Teatro capace di mettere a nudo l’anima delle persone.

Martina Potere

Allieva Corso teatrale Professione Attore Specializzazione

Membro del Consiglio Direttivo di Teatro della Verità


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