8 marzo 2020, l’inizio della quarantena: la nostra normalità svanisce. E non svanisce lentamente, ma tutta d’un colpo: niente più uscite con gli amici, niente più passeggiate, niente più attività fisica e niente più teatro.

Il teatro. Un posto in cui io personalmente, ma credo qualsiasi persona frequenti questa scuola, è in grado di essere sé stessa senza aver paura di mostrarsi davvero per quello che è . Non abbiamo bisogno di maschere, non temiamo il giudizio degli altri, siamo persone normali nella nostra anormalità. Tante risate, scherzi, prese in giro, ma allo stesso tempo tanti pianti e, qualche volta, tanta tristezza.

La sensazione di libertà che si prova una volta entrati in quella scuola non si può descrivere, come è impossibile parlare della sintonia che c’è con gli altri… e a me manca tutto questo.

Mi mancano le prove, mi mancano Mirko, Emi e Franci, mi mancano le mie compagne, mi manca uscire alle 20:45 per andare a teatro anche se il mercoledì per me è una giornata devastante, mi manca arrivare a casa stanca la sera.

Tutto questo tornerà, non sappiamo quando, ma tornerà.

Nonostante la quarantena, siamo tornati a essere noi stessi al 100% ogni mercoledì sera, quando abbiamo lezione. E anche se il tempo a disposizione non è molto, fa veramente bene, soprattutto alla mente.

Questa quarantena ha messo a dura prova i nostri animi: dicono sia necessario non abbattersi, ma chi non lo fa? Chi non ha dei momenti, anche solo secondi, in cui si lascia andare? Siamo esseri umani, non macchine, e proprio per questo è giusto lasciare lo spazio necessario alle nostre emozioni, che si tratti di felicità, rabbia, tristezza, spensieratezza o paura.

E il teatro aiuta anche in questo.

Tra un po’ di tempo saremo di nuovo quelli che eravamo due mesi fa… pian pianino, torneremo.

Gaia Arici

Allieva Corso teatrale Teen

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